Un saluto a George Michael e a ciò che siamo

Aivanov scrive che la nostra anima è come una goccia d’acqua. Cadiamo dal cielo con un compito: qua abbiamo qualcosa da lavare via, la dobbiamo purificare qualcos’altro, laggiù dobbiamo nutrire altro ancora. Nel farlo ci sporchiamo, per poi nel tornare al cielo ritroviamo la nostra purezza.

Ci sono alcune canzoni che mi sono rimaste impresse come “Like a Jesus to a child

che mi hanno trasmesso emozioni e sensazioni di benessere, pienezza, pace, comprensione, accettazione. Mi chiedevo come sarebbe meraviglioso vivere in uno stato di quel genere, per la maggior parte del tempo. L’ascoltavo e riascoltavo e lo stesso facevo durante i miei corsi per aiutare le persone ad accedere a quegli stati. Ma anche altre come questa che parla di giustizia e ingiustizia con toni umani

O questa che accenna ai temi della vita e della morte e del dopo morte,

Poi si accostano queste espressioni ad altre non all’altezza forse alle volte con questi messaggi, così poi penso che in generale,

non sempre siamo all’altezza di quello che scriviamo o diciamo, ma quello che esce da noi ha una vita autonoma e ha un percorso suo indipendentemente da noi: nel bene e nel male.

Ed è meglio non essere sempre all’altezza delle nostre più alte manifestazioni che sempre al disopra di una mediocre realizzazione.

Ed è meglio lasciare in qualcuno un segno positivo che nascondersi per timore di sbagliare.

Ed è meglio aspirare a vivere come le nostre migliori espressioni che spendere tempo a vergognarci per ciò che non siamo stati all’altezza di saper fare nonostante ciò che abbiamo detto e saputo.

Perciò voglio ricordare George Michael per la sua parte migliore e disinteressarmi della vita dissoluta da artista, così come voglio ricordare le persone e me stesso negli anni trascorsi assieme per ciò che di bello e buono abbiamo condiviso e portato in questo piano materiale.

Il resto possiamo dimenticarlo e andiamo avanti: mi piace immaginare che lui continuerà con il suo viaggio per essere ancora di più ciò che è veramente nel profondo dopo aver riposato un pò in una dimensione più gentile di questa, e così potremo fare noi nei mesi che verranno; potremo continuare a lasciare andare il nostro non-ordine, il nostro non-amore, il nostro non-comprendere per diventare ancora di più ciò che siamo veramente e che ogni tanto fa capolino tra le nostre parole, i nostri pensieri, le nostre azioni.

Così come le canzoni che ha cantato lui, anche noi abbiamo da cantare le nostre. Avremo esercizi da fare, discipline da tenere, dovremo purificare il più possibile il messaggio dal nostro ego e dalla paura, ma alla fine la melodia sarà quella che serve a noi e serve a chi ci sta intorno e rende questo mondo meritevole di essere vissuto.

Buone canzoni a tutti per il 2017, e grazie Michael per le tue canzoni più belle.