Non c’è mai un perché

perché,

cerchi un perché…

Ti chiedi continuamente molte cose, del passato soprattutto, del tuo,

… perché è accaduto ciò? …

“perché ho dovuto assistere a quelle scene,

perché mi hanno fatto questo?

perché ho avuto questa famiglia,

o questo passato”.

“Perché i miei non si sono mai amati,

o perchè non mi hanno amato, o peggio sfruttato?”.

“Perché le cose sono andate così con lui, o con lei?”

O “Perché è arrivata quella malattia?”

O “Perché hai avuto quell’abbaglio?”,

O “Perché ho buttato via anni della mia vita?”.

Ma non c’è un “perché” che tu possa veramente scoprire.

Puoi trovare una risposta finta che ti sollevi.

O una più vera che però ancora non ti soddisfa.

O semplicemente lasciare tutto e andare verso il futuro chiedendoti piuttosto:

Cosa mi fa stare bene? Per quale motivo vuoi vivere?

E scegli di fare sempre più cose che ti fanno stare bene.

E’ semplice, forse non è molto emozionante, non ha molto pathos, ti porterà a una maggiore solitudine interiore – nemmeno più la compagnia dei fantasmi! -, forse a una maggiore solitudine esteriore – quanti veramente sanno vivere una vita positiva e sono una buona compagnia per te?

Ma è l’unica cosa che conta e che alla fine ti darà quel senso che cercavi nella direzione sbagliata. 

E chissà quante persone aspettano che tu compia quel passo, 

coloro che aspettano una testimonianza di liberazione perché ancora non hanno avuto il tuo coraggio, 

coloro che aspettano la tua presenza reale per poterti finalmente incontrare.

Buon lavoro.

A.