Nessuno ti potrà mai abbandonare

Camminare oltre,

oltre l’ultimo saluto,

oltre l’ultimo abbandono,

oltre l’ultima volta che abbiamo visto qualcuno, decidendolo,

oltre la sicurezza di quello che avremmo voluto inutilmente,

oltre la certezza di quello che poi abbiamo deciso di gettare via.

Camminare oltre,

come accade la prima volta, quando non abbiamo deciso noi di stare lontano dal caldo,

lontano da casa,

lontano da quell’abbraccio,

lontano dalla madre che consola,

che comprende,

che sorride,

che ci fa sentire al sicuro.

Camminare oltre,

con il sorriso di chi comprende che sarà per sempre,

che va bene così,

che in fondo non è niente.

Camminare oltre,

oltre l’attaccamento, oltre i traumi, oltre il distacco dalla madre.

Oltre tutto ciò che si ripete e si somiglia così tanto.

Camminare oltre,

senza più sapere, chi l’ha deciso, chi ha tolto qualcosa a chi,

che cosa è stato tolto,

chi ha iniziato a sottrarsi per primo.

Camminare oltre,

sapendo che non c’è nessuno che ha tolto qualcosa a nessuno,

che non esiste quella cosa che pensiamo ci sia stata tolta,

che non esiste quella cosa che abbiamo deciso di lasciare,

che non esiste un prima nè un dopo.

Perchè ovunque ci possiamo muovere,

qualsiasi strada stiamo facendo,

siamo sempre a casa.

Come da bambini, quando due passi ci sembravano una enormità, ed erano solo due passi

lontano dalle scarpe di qualcuno che poi, sempre, riusciva a inchinarsi verso di noi

per riprenderci e rimetterci in piedi.

(Photo by Laura Lee Moreau on Unsplash)