L’odio per le vittime

Alle volte ci sentiamo giusti,

forti,

L'altra faccia

potenti,

arrabbiati,

indignati,

coraggiosi,

e stando in salotto

appoggiamo chi esprime le nostre emozioni.

E non guardiamo ai vinti.

Vogliamo stare dalla parte dei vincitori,

e non sentiamo le vittime.

 

Senza compassione

calpestiamo esseri umani,

animali,

piante.

 

Per mille motivi, mille bellissimi motivi.

 

Senza amore.

L’unica nostra salvezza

è che un giorno ci troveremo dalla parte dei vinti

E allora capiremo.

Di nuovo.

 

L’unica nostra salvezza è che questa alienazione sociale sta portando sempre più persone a riscoprire il mondo interiore.

I bambini che siamo stati.

Le decisioni terribili che prendemmo allora per non essere più ambini, deboli e impotenti.

 

Sarà così l’ultima lotta: tra gli umani e le macchine, tra esseri umani-bambini e esseri razionali puri, tra il cuore-pensiero e la roccia delle idee,

tra il morbido e il duro.

 

A Lao Tze attribuirono questa frase: “il morbido vince sul duro”.

Forse è lì l’unica speranza allo strapotere dell’odio e della necrofilia imperante.